Prevenzione nei bambini

La vista è un senso importante ma molto delicato; ecco perché, fin dalla più tenera età, la prevenzione gioca un ruolo decisivo.

Compito dell’oculista è la diagnosi precoce, ma anche genitori, nonni ed insegnanti possono individuare i segnali che spesso nascondono importanti problemi e sono:

  • occhi arrossati,
  • fastidio alla luce,
  • lacrimazione,
  • secrezione,
  • problemi palpebrali,
  • alterazione della motilità oculare quali strabismo o nistagmo,
  • inclinazione o rotazione della testa,
  • anomalie del comportamento come difficoltà nel seguire oggetti in movimento e nell’afferrarli,
  • sguardo assente,
  • difficoltà nell’evitare gli ostacoli e cadute frequenti,
  • avvicinamento esagerato per guardare gli oggetti o strizzare gli occhi nella visione da lontano.
  • Importantissimo è il mal di testa, spesso associato a difficoltà nella lettura alla lavagna o da vicino, con conseguente ritardo di apprendimento.

Leggere, scrivere, seguire le lezioni alla lavagna, sono tutte operazioni che coinvolgono la vista del bambino. Se un problema c’è, va individuato in tempo, così si evitano eventuali difficoltà d’apprendimento e la loro interferenza con i risultati scolastici.
L’ apprendimento a scuola è facilitato se entrambi gli occhi funzionano al meglio. Non vederci o vederci male rallenta molto l’ attenzione dello studente, per sforzarsi di leggere alla lavagna o sul quaderno si perde le spiegazioni.
La visione è la modalità sensoriale che fornisce la maggior quantità di stimoli al cervello e che, nel bambino, svolge un ruolo primario nel suo sviluppo senso-motorio, nella sua relazione con l’ambiente e nella sua crescita sociale e culturale.
Nonostante questo, purtroppo, l’ attenzione per la salute degli occhi è ancora scarsa.
Il 70% dei genitori non ritiene necessaria una visita oculistica per i propri figli perché, affermano, ci vedono bene.
Tra i problemi visivi più frequenti nei bambini, è bene evidenziare la miopia che è il difetto visivo per cui si ha difficoltà nel vedere gli oggetti lontani ma si mettono bene a fuoco quelli vicini. A volte i segnali che il bambino non vede bene sono chiarissimi: basta osservarlo mentre studia.
La postura è fondamentale. Avvicina troppo la testa al foglio, poi alza lo sguardo per guardare lontano? Probabilmente è miope, cioè non vede bene da lontano. Sono maggiormente interessati i bambini intorno ai 9-10 anni, con un peggioramento durante l’adolescenza. Quindi attenzione in classe, quando il bambino strizza gli occhi perché vede male alla lavagna, e a casa, quando si avvicina troppo al televisore. Per averne la certezza basta fare una prova molto semplice. Se sa già leggere, è sufficiente collegarsi ad una pagina del televideo e verificare la sua capacità di lettura: legge solo i titoli o anche le scritte in piccolo? E se strizza gli occhi, è la conferma che tanto bene non ci vede. Ogni sintomo, quindi, rivela un problema. Mal di testa e bruciore agli occhi, per esempio, potrebbero nascondere un disturbo di ipermetropia (vedere bene da lontano e non da vicino).
L’ipermetropia è’ l’esatto contrario della miopia rende difficile la visione degli oggetti vicini ed è il difetto più comune dei bambini. Si manifesta con difficoltà di concentrazione, bruciore agli occhi e mal di testa (astenopia). Tende a ridursi spontaneamente con lo sviluppo. In classe ed a casa il bambino ha difficoltà nel leggere e scrivere e lamenta cefalea, apparendo erroneamente svogliato.
L’ astigmatismo è un difetto della vista che non permette la messa a fuoco sia degli oggetti vicini che lontani, e può essere miopico ed ipermetropico. La visione distorta delle immagini è il sintomo caratteristico. Si possono vedere gli oggetti deformati o sdoppiati con mal di testa, arrossamento degli occhi ed una certa intolleranza alla luce. E’ quasi sempre congenito e di solito la sua entità non si modifica nel corso della vita.
Chi vede male, studia meno. Ma come si fa a stabilire se è questione di voglia o c’è qualcosa sotto? Prima di tutto bisogna valutare la familiarità con i disturbi visivi: se un genitore soffre di miopia, ipermetropia e astigmatismo è probabile che anche i figli ne soffrano.
In conclusione, per la prevenzione e la cura dei difetti visivi nei bambini l’oftalmologo pediatrico è indispensabile, ma con lui possono interagire varie figure professionali: il pediatra, che s’interessa della salute del bambino, l’ortottista o assistente di oftalmologia, per la riabilitazione visiva e l’ottico che ha il compito di realizzare l’occhiale più adatto.