Congiuntiviti

Congiutiviti batteriche

I microrganismi responsabili delle forme acute, appartengono sia al gruppo dei gram-negativi sia a quello dei gram-positivi, questi ultimi danno più spesso forme purulente, mentre i batteri gram-negativi sono spesso causa di forme catarrali acute e subacute che tra l’altro sono le forme più comuni.
Tutte le forme non purulente di congiuntiviti hanno un elevato grado di contagiosità e la trasmissione avviene sia per contatto diretto, sia per mezzo di vettori in particolare le mosche.
Dopo un breve periodo di incubazione di 2 o 3 giorni, il malato accusa una sensazione di sabbia negli occhi, formicolii e bruciore, si sfrega spesso gli occhi e tale gesto può essere causa di propagazione da un occhio all’altro.
La fotofobia è sovente intensa anche in assenza di lesioni corneali; la funzione visiva non è mai compromessa e le palpebre sono più o meno edematose.
La secrezione è inizialmente acquosa, poi mucosa e filante, infine mucopurulenta e giallastra: se eliminata si riproduce rapidamente.
L’abbondante secrezione fa sì che le ciglia si mostrino appiccicate al risveglio con accumulo ai bordi palpebrali.

La terapia per la cura della congiuntivite batterica si basa sull’uso di colliri e pomate antibiotiche a base di tetracicline o contenenti gentamicina o neomicina; di regola si fanno 3-4 applicazioni al giorno utilizzando i colliri di giorno e le pomate la sera prima di coricarsi, questa scelta è dettata dal fatto che le pomate hanno la capacità di rimanere più a lungo a contatto con la congiuntiva ma subito dopo l’applicazione, possono infastidire la visione.

È importante prolungare il trattamento alcuni giorni dopo la guarigione per evitare le recidive e di non coprire l’occhio o gli occhi colpiti in quanto il bendaggio oculare, aumentando la temperatura all’interno delle palpebre, favorisce l’incubazione e la moltiplicazione dei microrganismi,inoltre impedendo l’ammiccamento, ostacola la rimozione dell’essudato ricco di germi e tossine.

Congiutiviti virali

I I virus invadono non solo l’epitelio congiuntivale ma, sovente, interessano anche l’epitelio corneale, per questo la lesione viene definita“cheratocongiuntivite”. Dal punto di vista anatomo-patologico possono svilupparsi diversi tipi di reazione congiuntivele: si può partire da una forma sierosa con minima secrezione e lieve iperemia congiuntivele, a forme decisamente più gravi con formazione di ulcere e membrane.

Gli Adenovirus sono spesso responsabili di malattie delle prime vie respiratorie; la forma congiuntivele più spesso provocata da tali virus è laCheratocongiuntivite Epidemica. Colpisce tutte le età, si trasmette per contatto diretto e il periodo di incubazione varia da 5 a 10 giorni.

La congiuntivite può essere preceduta da una faringotonsillite, l’esordio è improvviso con comparsa di un quadro di congiuntivite follicolare acuta inizialmente unilaterale ma che può diventare bilaterale nella seconda settimana.
All’esame obiettivo le palpebre appaiono lievemente edematose, la mucosa congiuntivale iperemica accompagnate da intensa lacrimazione e secrezione congiuntivale siero-mucosa; può comparire dolore per l’interessamento corneale e adenopatia dolente in regione pre-auricolare.
La cheratite compare verso il 10° giorno, assumendo l’aspetto di piccoli infiltrati superficiali variabili nel numero e nelle dimensioni che se coinvolgono centralmente la cornea, possono provocare fotofobia e un calo della capacità visiva per la presenza di opacità proprio sulla zona ottica della cornea.
Di solito si ha guarigione dopo 2 settimane anche se si sono registrate guarigioni in tempi compresi in alcuni mesi; si possono verificare recidive.

Congiuntiviti da Herpes

Eye-herpes-2L’agente scatenante è l’Herpes Virus, il contagio può avvenire alla nascita qual’ora la madre abbia un’infezione alle vie genitali, oppure nei primi 6 mesi di vita accompagnata da una gengivostomatite, oppure si può contrarre nella gioventù per via diretta a tramite oggetti contaminati.
La lesione primitiva è di solito a carico delle palpebre o dei loro bordi associata spesso a vescicole labiali e nei due terzi dei casi è interessata anche la cornea inizialmente con una cheratite superficiale che può anche risolversi spontaneamente oppure evolvere in forme decisamente più gravi; la congiuntivite dura in genere 2 o 3 settimane, mentre la cheratite può persistere per alcuni mesi.
Una volta superata la prima infezione, il malato non può ritenersi definitivamente guarito perché il virus rimane in forma latente all’interno del nucleo delle cellule e può ripresentarsi con l’aiuto di fattori scatenanti come il freddo, il caldo, i raggi UV o per stati di ipersensibilità immunitaria.
Queste recidive compaiono spesso con incidenza stagionale ed interessano quasi sempre solo la cornea risparmiando la congiuntiva.
Anche l’Herpes Zoster può dare congiuntivite, la frequenza è minore ma le lesioni corneali sono più gravi.

La terapia è basata sull’uso di colliri antibiotici non tanto per colpire direttamente il virus, ma per evitare una sovrainfezione batterica; a tale cura si associano farmaci antivirali sempre ad uso locale. Sono assolutamente controindicati farmaci cortisonici.

Congiutiviti allegiche

Una delle forme più comuni è la congiuntivite atopica causata da diversi allergeni tra i quali i più comuni sono i pollini infatti questa forma di congiuntivite è un segno tipico della febbre da fieno o pollinosi; altri allergeni sono rappresentati da sostanze vegetali, pelo degli animali e polveri professionali.

La forma acuta è una reazione infiammatoria improvvisa che si verifica alcuni minuti dopo l’esposizione, all’esame obiettivo la mucosa congiuntivele appare iperemica, la secrezione è prevalentemente acquosa, vi è abbondante lacrimazione con prurito, bruciore e fotofobia.

La terapia è sintomatica locale con vasocostrittori, antistaminici e cortisonici.

L’altra forma comune è la dermato-congiuntivite da contatto sostenuta dal contatto ripetuto con sostanze chimiche che agiscono come allergeni. Il primo contatto può avvenire con la cute delle palpebre nel caso di cosmetici oppure a livello della congiuntiva per l’applicazione di farmaci ad uso locale determinando in entrambi i casi una dermatite allergica di tipo eczematoso. La reazione è di tipo ritardato e regredisce nel giro di una settimana dopo l’eliminazione dell’allergene. Bisogna eliminare l’allergene ed utilizzare colliri decongestionanti.

Congiuntivite primaverile

papilleSi tratta di una cheratocongiuntivite bilaterale e recidivante, colpisce soprattutto i bambini, ma non risparmia giovani e adulti; il sesso maschile sembra il più colpito.
Ha un’incidenza stagionale: si manifesta nei periodi più caldi dell’anno mentre si attenua nella stagione autunnale.
La vera causa è sconosciuta ma numerosi fattori sembrano indicare un’eziologia allergica soprattutto per la negatività dell’esame batteriologico e l’assenza di particelle virali nel prelievo congiuntivale.
I pneumallergeni (pollini e muffe) sono i maggiori indiziati, ma è stata proposta anche la possibilità di un’esagerata ipersensibilità, magari su base costituzionale, verso la luce, il calore o l’umidità.
L’esordio della malattia è di solito rapido, la fotofobia è costante, il prurito è molto intenso e sovente associato a sensazione di corpo estraneo, la lacrimazione è abbondante.
Si distinguono 2 forme: palpebrale e quella bulbare-limbare. Forma palpebrale: interessa soprattutto la congiuntiva della palpebra superiore, negli stadi iniziali la congiuntiva si presenta arrossata e la secrezione è scarsa; alcune forme dette abortive si arrestano a questo stadio. Più comunemente la patologia prosegue verso la formazione di papille riccamente vascolarizzate, piatte, dure, isolate o diffuse a tutta la congiuntiva palpebrale; la secrezione è scarsa, viscosa, biancastra, tanto che la congiuntiva pare coperta da un velo lattescente. Il trattamento è locale, si fa uso di colliri decongestionanti e astringenti; gli antistaminici sono parzialmente utili. La terapia cortisonica è spesso assai efficace portando evidenti miglioramenti.

Congiutiviti da agenti fisici

Molti agenti fisici hanno la caratteristica di essere irritanti per la congiuntiva, uno di questi è la luce solare specialmente in alta montagna dove la quantità di raggi UV è maggiore, inoltre la neve, quando è presente, si comporta da superficie riflettente aumentando la porzione di raggi ultravioletti ed infrarossi che giungono all’occhio; si parla in questo caso di congiuntivite da neve.
Un’infiammazione congiuntivele può anche verificarsi in lavoratori esposti all’abbagliamento da parte di un cortocircuito elettrico oppure esposti per lunghi periodi a sorgenti luminose particolarmente forti( es. saldatori) .Le radiazioni X e Gamma danno la classica congiuntivite da raggi la cui entità dipende dalla dose assorbita.  La sintomatologia non compare subito ma 6 – 8 ore dopo l’esposizione iniziando con una sensazione di formicolio e di corpo estraneo, poi compaiono fotofobia, lacrimazione e spasmo a livello delle palpebre. All’esame obiettivo la mucosa congiuntivale appare arrossata con a volte la comparsa di teleangectasie.

Congiutiviti da agenti chimici

Si ricorda, tra gli irritanti, il fumo di tabacco, i gas fertilizzanti, il sapone, gli acidi e gli alcali, questi ultimi provocano un decorso clinico articolato in 3 stadi:

  • Stadio acuto con lacrimazione , fotofobia, blefarospasmo, secrezione mucopurulenta, necrosi ischemica della congiuntiva, opacamento interstiziale e disepitelizzazione della cornea.
  • Stadio riparativo con rigenerazione dell’epitelio e nuova vascolarizzazione.
  • Stadio delle complicanze: panno corneale, uveiticatarattaglaucoma

Nel caso di acidi e alcali, il primo intervento da compiere sarebbe quello di irrigare l’occhio con abbondante soluzione fisiologica per cercare di eliminare la sostanza, se non si ha la certezza di quale sostanza chimica abbia prodotto l’irritazione, meglio contattare un pronto soccorso oftalmico o un centro anti-veleni in quanto alcuni prodotti chimici possono diventare estremamente pericolosi se a contatto con l’acqua.

Successivamente, dopo aver contattato un medico, si possono utilizzare colliri a base di cortisone ed antibiotici affiancati da quelli anticongestionanti.

vedi anche: cherato-congiuntiviti virali, la diagnosi precoce: congiuntivite virale