Cherato-congiuntiviti virali

autunno

 e con l’autunno arrivano i primi malanni di stagione: naso chiuso, magari qualche mal di gola, per poi arrivare alle epidemie influenzali. Non da meno sono le congiuntiviti (o meglio cheratocongiuntiviti)  che in genere in questi mesi si diffondono nella popolazione.  

adenovirus I responsabili sono gli adenovirus. Essi  possono provocare  congiuntivite follicolare ( i sierotipi 1, 11 e 19)  febbre faringo-congiuntivale (i sierotipi  3, 4, 5 e 7)  e congiuntiviti epidemiche (specialmente i sierotipi  8, 9, 37).

Il contagio avviene per contatto con persone affette da congiuntivite e/o con recente infezione delle alte vie respiratorie. Dopo una incubazione di circa 5-12 giorni, si presentano i sintomi di iperemia congiuntivale, secrezione acquosa, irritazione oculare e le palpebre al risveglio sono incollate. I sintomi divengono spesso bilaterali ma iniziano generalmente in un occhio. 

La congiuntiva bulbare e tarsale è iperemica. Sulla congiuntiva palpebrale sono presenti follicoli linfatici. I linfonodi preauricolari sono spesso ingrossati e dolenti.

Congiuntivite viraleNelle congiuntiviti virali gravi, i pazienti lamentano fotofobia significativa e sensazione di corpo estraneo. Questi pazienti possono avere pseudomembrane di fibrina e cellule infiammatorie sulla superficie congiuntivale e/o infiammazione corneale focale. Anche dopo la risoluzione della congiuntivite, alla lampada a fessura possono essere visibili per due anni o più delle cicatrici corneali (da 0,5 a 1,0 mm). Queste occasionalmente possono provocare riduzione dell’acuità visiva e abbagliamento significativo.

L’infezione batterica sovrapposta è molto rara; se i sintomi di presentazione sono correlabili a una congiuntivite batterica, p. es., secrezione purulenta, l’occhio deve essere sottoposto a colture specifiche per batteri. 

La congiuntivite virale è altamente contagiosa e si trasmette con goccioline, veicoli d’infezione e inoculazione mano-occhio. Il paziente deve essere avvisato di lavarsi bene le mani dopo aver toccato gli occhi o le secrezioni nasali, per evitare di contagiare l’occhio non infetto e di evitare di condividere asciugamani o cuscini. Gli occhi devono essere continuamente puliti dalle secrezioni e non bendati. La congiuntivite virale è autolimitantesi, poiché dura una settimana nei casi lievi e fino a tre settimane nei casi più gravi.

Sebbene l’infezione in genere sia autolimitantesi e non richieda specifiche terapie, capita che l’occhio così debilitato sia ulteriormente colpito da sovrainfezioni batteriche richiedendo la somministrazione di colliri antibiotici.

Inoltre è importante che queste forme infettive siano riconosciute il prima possibile per arginare i casi di contagio ed evitare le epidemie stagionali. Questo oggi è possibile con un semplice test della durata di 10 minuti, capace di isolare il virus e di riconoscere tutti i sierotipi esistenti ( vedi La diagnosi precoce: congiuntivite virale).

Fondamentale è mettere in opera quei piccoli gesti che ci permettono di prevenire la trasmissione e la diffusione del virus: lavare le mani prima e dopo aver toccato i propri occhi, tenere le mani lontane dagli occhi per quanto possibile soprattutto se si frequentano luoghi pubblici potenzialmente infetti, prestare particolare attenzione quando si è in contatto con bambini piccoli, non andare al lavoro (o a scuola) se si è infetti o se si sospetta di esserlo, evitare la condivisione di asciugamani e lenzuola, non utilizzare cosmetici durante il corso dell’infezione, non usare lenti a contatto fino alla guarigione e smaltire le lenti usate e potenzialmente infette ( qualora siano usa e getta), evitare le piscine soprattutto se non adeguatamente clorate.

Vedi anche: congiuntiviti